L’occlusione è una terapia utilizzata in oftalmologia pediatrica per trattare l’ambliopia, comunemente nota come “occhio pigro”. L’ambliopia si verifica quando un occhio non vede bene come l’altro, causando una soppressione della visione da parte del cervello. L’obiettivo dell’occlusione è forzare il cervello a utilizzare l’occhio ambliope, coprendo l’occhio dominante con una benda adesiva. Questo stimola lo sviluppo delle vie visive dell’occhio più debole, migliorando la sua acuità visiva e la visione binoculare.
Un esempio esplicativo
Immaginiamo di pensare la comunicazione tra occhio e cervello come a una strada.
● L’occhio dominante, quello “sano”, che funziona meglio, trasporta le informazioni visive in maniera più rapida e precisa al cervello, come una strada principale con traffico scorrevole.
● L’occhio ambliope, invece, trasporta le informazioni più lentamente e in modo meno accurato, come una strada secondaria con poco traffico.
Applicando la benda sull’occhio dominante, si blocca la strada principale e si costringe il traffico a deviare verso la strada secondaria, rappresentata dall’occhio ambliope. In questo modo, l’occhio ambliope è costretto a lavorare di più e a migliorare la sua capacità visiva.
Quando si ricorre all’occlusione

L’occlusione è più efficace se iniziata precocemente, durante il periodo di plasticità del sistema visivo infantile, che si riduce progressivamente fino all’adolescenza. Lo specialista (oculista e/o ortottista) determina la durata e la frequenza dell’occlusione in base alla gravità dell’ambliopia e all’età del bambino. È fondamentale che l’attività sia continua, anche durante le ore scolastiche, per garantire la massima efficacia. Se il bambino si addormenta durante l’occlusione, quel tempo non va contato.
Una strada in salita
Tornando all’esempio fatto prima, l’occlusione è spesso per bambini e genitori una strada in salita, irta di difficoltà. Vediamone alcune:
● Difficoltà di accettazione da parte del bambino: molti bambini trovano la benda fastidiosa e fanno resistenza ad indossarla. Questo può rendere difficile il trattamento.
● Irritazione cutanea: la benda adesiva può irritare la pelle delicata intorno all’occhio, soprattutto in caso di sudorazione o di allergia al materiale adesivo. In questi casi, previa consultazione del medico che ha prescritto il trattamento, si possono utilizzare occlusori da applicare sulla lente dell’occhiale o altri sistemi alternativi, anche se spesso si rivelano meno efficaci delle bende adesive perchè il bambino tende a “sbirciare”.
● Impatto sulla vita sociale: la benda può rendere il bambino più timido e insicuro, soprattutto in contesti sociali. È importante rassicurare il bambino e aiutarlo ad affrontare questa difficoltà.
● Gestione dell’occlusione durante la giornata: l’occlusione deve essere continua durante le ore diurne, ma questo può essere difficile da gestire, soprattutto se il bambino frequenta la scuola o l’asilo. È importante collaborare con gli insegnanti e gli educatori per garantire la corretta applicazione della benda.
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