La prima visita oculistica

Salute visiva dei bambini

La salute visiva dei bambini è fondamentale per il loro sviluppo e apprendimento. Il Piano Nazionale Prevenzione 2014-2018 raccomanda una prima visita oculistica completa entro i tre anni di vita. Questo appuntamento, che ci piace definire “tagliando degli occhietti”, è cruciale per diagnosticare precocemente eventuali difetti visivi, anche se il bambino non sa ancora leggere o scrivere. Vediamo nel dettaglio.

Quando effettuare la prima visita oculistica

Entro i tre anni

A tre anni, il sistema visivo del bambino è sufficientemente sviluppato per individuare problematiche come miopia, ipermetropia o astigmatismo. Questa visita permette di intervenire tempestivamente, favorendo una crescita sana e prevenendo danni visivi permanenti.

Prima dei tre anni: casi specifici

Esistono situazioni in cui è necessario anticipare la visita:

  1. Alla nascita:
    • Bambini con fattori di rischio come prematurità, infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza o una storia familiare di malattie oculari.
    • Il test del riflesso rosso, spesso eseguito prima della dimissione dall’ospedale, è un primo screening essenziale per escludere patologie oculari gravi. Se non effettuato in ospedale, il pediatra dovrebbe eseguirlo durante i controlli di routine.
  2. A un anno:
    • In presenza di una familiarità con strabismo, ambliopia (occhio pigro) o altre patologie oculari infantili.
La prima visita oculistica

Differenza tra controlli pediatrici e visita oculistica completa

Ruolo del pediatra

Il pediatra svolge un ruolo importante nella prevenzione, ma i suoi strumenti sono limitati. Tra i test comunemente effettuati ci sono:

  • Test del riflesso rosso: per individuare opacità del cristallino o anomalie retiniche.
  • Test di Hirschberg: per lo strabismo.
  • Test di Lang: per la stereopsi (visione tridimensionale).

Ruolo dell’oculista

Solo l’oculista, grazie alla sua competenza specifica e strumentazione specialistica, può:

  • Esaminare l’intera struttura oculare.
  • Diagnosticare condizioni come retinopatie o malformazioni oculari.
  • Prescrivere occhiali o trattamenti adeguati.

Segnali di allarme per problemi visivi nei bambini: quando consultare un oculista

Riconoscere tempestivamente i segnali di un possibile problema visivo nei bambini è fondamentale per garantire una diagnosi precoce e un trattamento efficace. Ecco i principali campanelli d’allarme che possono indicare difficoltà visive nel tuo bambino.

Principali segnali di problemi visivi nei bambini

  • Stropicciamento frequente degli occhi: potrebbe indicare affaticamento visivo o disagio.
  • Difficoltà a fissare o seguire oggetti: un segnale precoce di problemi di messa a fuoco o coordinazione.
  • Posizioni anomale del capo: inclinare o girare la testa per vedere meglio può essere sintomo di un disturbo visivo.
  • Chiusura di un occhio per vedere meglio: spesso associato a difetti di rifrazione o problemi oculari.
  • Avvicinamento eccessivo agli oggetti: potrebbe essere un segnale di miopia o difficoltà a vedere da lontano.
  • Lacrimazione eccessiva: legata a infezioni o anomalie del sistema lacrimale.
  • Sensibilità alla luce (fotofobia): indicativa di infiammazioni oculari o altre condizioni.
  • Movimento oscillatorio degli occhi (nistagmo): possibile indicatore di disturbi neurologici o oculari.
  • Presenza di una macchia bianca nella pupilla: segnale di condizioni serie come cataratta congenita o retinoblastoma.
  • Occhi arrossati in modo persistente: può indicare infezioni, allergie o infiammazioni croniche.
  • Rendimento scolastico inferiore alle aspettative: difficoltà visive possono influenzare l’apprendimento e la concentrazione.

L’importanza della diagnosi precoce

Prestare attenzione ai segnali di allarme e intervenire tempestivamente è essenziale per assicurare una visione ottimale e prevenire possibili deficit visivi. Una diagnosi tempestiva è essenziale per:

  • Garantire uno sviluppo visivo ottimale.
  • Ridurre la necessità di interventi complessi in futuro.
  • Limitare il rischio di danni permanenti alla vista.

Ad esempio, patologie come l’ambliopia possono essere trattate con successo se diagnosticate precocemente. Al contrario, una diagnosi tardiva può compromettere in modo irreversibile la capacità visiva del bambino.

Non possiamo aspettarci che siano i nostri figli a segnalarci i loro problemi di visione: nella prima infanzia infatti, hanno un lessico limitato e non sono in grado di comunicare un loro eventuale disagio, ma difficilmente lo faranno anche in seguito, perché non hanno alcun elemento di paragone. Se ci pensi bene, come può un bambino segnalare che non vede bene, se conosce solo quel modo di vedere? Se non ha un’esperienza di «vista migliore», come potrebbe capire la differenza?

“Gli occhi dei bambini: guida alla salute visiva dei nostri figli” Enrica Ferrazzi, Maria Antonietta Stocchino, Edizioni Sonda

FAQ: domande frequenti sulla prima visita oculistica

  • Qual è l’età ideale per la prima visita oculistica?
    La prima visita oculistica è consigliata intorno ai 3-4 anni, ma può essere effettuata anche prima se si notano segnali di difficoltà visiva o se c’è familiarità per problematiche come la cataratta congenita, strabismo o retinoblastoma.
  • Se un bimbo è nato prematuro, ha bisogno di una visita oculistica prima dei 3 anni?
    Sì, i bambini nati prematuri, soprattutto quelli con basso peso alla nascita o che hanno ricevuto ossigenoterapia, sono considerati a rischio elevato di patologie oculari. È quindi importante che vengano sottoposti a una visita oculistica completa prima dei 3 anni, a seconda delle indicazioni del neonatologo.
  • È necessario dilatare le pupille durante la visita oculistica?
    La dilatazione delle pupille è spesso necessaria durante la visita oculistica. Permette all’oculista di esaminare in modo più accurato le strutture interne dell’occhio, come la retina e il nervo ottico, e di misurare la refrazione in modo più preciso. La dilatazione delle pupille viene ottenuta con l’uso di colliri specifici, che possono causare un leggero fastidio e una visione offuscata per alcune ore.
  • Conviene portare gli occhiali da sole del bambino alla visita?
    Sì, per ridurre la fotofobia che solitamente può essere presente per qualche ora dopo l’instillazione del collirio per dilatare le pupille
  • Perché è importante preparare il bambino alla visita?
    Preparare il bambino riduce l’ansia e facilita la collaborazione durante il test, rendendo la visita più efficace e piacevole.
  • Come preparare il bambino alla prima visita oculistica? Il gioco è sempre una buona strategia: ne abbiamo preparati due che puoi scaricare gratuitamente. IL GIOCO DELLE FORCHETTINE e il GIOCO DEI SIMBOLI

Per un approfondimento e una check list utile in vista del controllo oculistico:

GLI OCCHI DEI BAMBINI, FERRAZZI, STOCCHINO

Gli occhi dei bambini. Guida alla salute visiva dei nostri figli“, Enrica Ferrazzi, Maria Antonietta Stocchino, edizioni Sonda.